Istituto Comprensivo Statale "E. Curiel" - Paullo (MI)

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Pratica psicomotoria

Il progetto coinvolge i bambini di 4 anni della scuola dell’infanzia e si avvale di esperti appositamente formati.

La pratica psicomotoria Aucouturier ha tre capisaldi fondamentali: la relazione tra psicomotricista e bambini, il setting e la creatività che riesce ad esprimere il bambino in rapporto al materiale, allo spazio, al tempo, alle dinamiche affettive e comunicazionali implicate nel gioco.
All’interno di questa cornice i bambini sono lasciati liberi di fare e disfare, di trasformarsi in super eroi o fatine, di riposarsi in case costruite con teli e cuscini dove il “fuori” viene estromesso o integrato, di costruire torri alte e poi distruggerle, insomma all’interno della seduta i bambini mettono in scena la loro storia e la loro esperienza emozionale.
Le attività di pratica psicomotoria sono un luogo di gioco, di relazioni, di socializzazione e di creatività per alcuni versi originale e diverso dal contesto educativo e d’apprendimento tradizionale. Per questo diventano un osservatorio privilegiato per l’insegnante, inoltre visto che le maestre partecipano attivamente alla seduta, prevale in quel momento la funzione educativa su quella docente permettendo all’adulto di concentrarsi su un ascolto della comunicazione verbale e non verbale del bambino. Tale atteggiamento di ascolto permetterà un’attenta osservazione dei singoli allievi nell’ambito del gruppo.
L’osservazione del gioco spontaneo senso motorio e simbolico diventa quindi per le maestre un’occasione per cogliere le particolarità dell’essere al mondo di ogni alunno.
In particolare durnante le attività di psicomotricità  l’adulto osserva:
● Il rapporto dei bambini con il loro corpo
● Il rapporto con il tempo e gli spazi della sala
● Il rapporto con i materiali
● Il rapporto con gli altri bambini
● Le dinamiche generali del gruppo e quelle singole di ogni bambino.
L’importanza di osservare questi elementi sta nel fatto che essi sono legati al profondo di ogni bambino e alla sua modalità, sempre originale, di essere al mondo. Il corpo del bambino in pratica psicomotoria non è considerato come la somma di parti anatomiche ma come realtà che permette all’esperienza del soggetto di costituirsi attraverso l’espressione privilegiata del corpo che è il movimento.
Per tali motivi l’adulto all’interno della sala ha la possibilità di individuare tutto quel repertorio di movimenti, espressioni, azioni, relazioni che si manifestano nel gioco spontaneo e che sono il caratteristico e individuale modo del soggetto di esprimere attraverso il corpo e nel corpo, la sua storia profonda.
Nell’espressività motoria impulsiva, inibita, contratta, contenuta, esagerata, frammentata ,fluida o spezzettata, il bambino racconta la storia del suo sé corporeo in divenire. Prestarvi ascolto è un dovere pedagogico.

Obiettivi formativi e competenze attese

  • Favorire l’espressività globale del bambino attraverso il gioco senso-motorio
  • Sviluppare i processi relazionali di gruppo
  • Sviluppare la creatività
  • Favorire lo sviluppo del pensiero operatorio
  • Favorire la comunicazione tra bambino/bambino e bambino/adulto